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Algoritmo Festival – Bagnoregio, Castello Costaguti

I sensi consentono di interagire con il mondo che ci circonda, sono i nostri ricettori, anche solo uno di loro ci aiuta a capire, identificare, scoprire o riconoscere ciò che sta accadendo intorno a noi. Il nostro corpo riceve informazioni dall’interno o dall’esterno, le elabora e mette in moto delle reazioni; questo aspetto puramente fisico, permette ad ogni individuo di acquisire esperienza, consapevolezza e di ampliare la propria conoscenza.
Cibo per l’anima
Ogni senso è associato alla mente che ci permette di identificare cosa stiamo toccando, annusando, ascoltando, vedendo e assaporando, ma c’è né un altro… il sesto. L’Intuizione, qualcosa di indefinibile, un’intelligenza divergente, istintiva che sfugge ai parametri convenzionali della logica razionale, e si avvicina di più alla creatività. L’intuito legge i messaggi che ci arrivano dall’inconscio liberando la mente dagli schemi di ragione.

L’arte è coscienza intuitiva, e può aiutarci nel darci un senso.

Algoritmo, che anche quest’anno, ha il suo ‘dove’ immerso sullo sfondo di una città senza tempo, icona delle radici e della storia che ci ha portato al qui e ora, che ci impone di guardare al presente e al futuro.
Sedersi dentro una ex chiesa per ascoltare, guardare o agire, essere se stessi, per condividere, per donare e allo stesso tempo arricchirsi, questo avviene nell’Auditorium Taborra (Bagnoregio).
Il 10 e l’11 dicembre ci saranno artisti in performance come Silvia Giambrone, Nicola di Croce, Simone Cametti e Paolo Buggiani; mentre interverranno a parlare Stefano Monti, Barbara Martusciello, Alberto Dambruoso, Marco Trulli, Antonio Pavolini, Giovanni Boccia Artieri, Lorenza Fruci, Andrea Alessi, Giorgio De Finis, Sabrina Vedovotto, Federico Palmaroli, Massimiliano Capo, Iginio De Luca, Antonio Rocca.

All’entrata dell’Auditorium ‘Spoiler’ di Marcello Mantegazza, mentre in una sala dell’interno saranno proiettate le Gif animate vincitrici del concorso ‘Un bacio in bocca: tutte le sfumature della passione’ per Caffeina Festival.

Dall’8 ll’11 dicembre all’ingresso di Civita di Bagnoregio un’installazione site specific di Alessandro Valeri ‘Universal Keyboard’ e sarà inaugurato (a partire dalle ore 16,00 dell’8 dicembre) un piccolo percorso, che accompagnerà Algoritmo fino all’11 dicembre. Come se da Bagnoregio partisse una ideale ragnatela per raggiungere: il Castello Costaguti di Roccalvecce, dove ci saranno alcune opere della serie ‘Casa di Mumma’ di Luca Padroni e un’istallazione luminosa di Alessandro Valeri; poi Villa Lais di Sipicciano, dove in collaborazione della 3)5 ArteContemporanea, si potrà vedere l’ultima produzione di Marco Grimaldi ‘Satelliti in attesa’, ed una proiezione di Marcello Mantegazza.

 

Algortimo a cura di Serena Achilli.

Dall’8 all’11 dicembre 2016

Auditorium Vittorio Taborra, Piazza Biondini (Bagnoregio)

Palazzo Costaguti, Piazza Umberto I , Roccalvecce (VT)

Villa Lais ,via San Bernardino 49, Sipicciano (VT)

 

Unioni civili – Galleria L’Attico di Fabio Sargentini

unioni-civili-galleria-lattico-2016

 

A questo punto della mia carriera mi destreggio. E nel destreggiarmi mi diverto. E’ un caso che Palazzeschi abitasse a un passo da qui? Oggi si professano tutti galleristi e nessuno lo è. Tanto tempo fa, era il 1983, scrissi un testo per il catalogo di una mostra ad Acireale curata da Bonito Oliva dal titolo: “Chi è gallerista e chi è mercante”. Adesso che sono tutti mercanti, e i galleristi estinti, è invalsa l’abitudine di chiamarli indistintamente, immeritatamente, galleristi. E di certo è un termine più nobile, coniato per alcuni della mia generazione che hanno guardato al proprio mestiere oltre l’ovvietà del mercato, per ritagliarsi un ruolo che avesse un’identità artistica e intellettuale precisa. E allora ad un gallerista storico come me, anomalo come me, che assiste al tramonto della propria idea di galleria, spavalda e in un certo senso romantica, che resta se non divertirsi?

Mi destreggio, dicevo, con le opere che possiedo e le mescolo, le raggruppo come carte da gioco in un solitario componendo coppie e tris. E mi diverto anche a sorprendere gli autori ignari degli abbinamenti. Poteva mai pensare Paola Gandolfi di imbattersi un giorno in Giovanni Stradone, pittore della Scuola romana amato da mio padre, sulla strada del Colosseo? Matteo Montani, invece, se lo poteva aspettare di vedersela con Vasco Bendini. Un accostamento che viene naturale il loro, fondato sull’affinità spirituale. Giancarlo Limoni da sempre professa un amore incondizionato per Constant Permeke e le sue marine. E io che faccio? Gli procuro un incontro ravvicinato proprio con una marina del maestro. Una sfida da far tremare le vene e i polsi. In Luigi Ontani e Stefano Di Stasio si rinvengono icone simili e dissimili. Il San Sebastiano del primo sporge il petto implume, immune da frecce, mentre quello del secondo ne è trafitto, come di rito, con accanto un suo doppio che suona il pianoforte… E Marco Tirelli? Lui sì che sarà sorpreso dall’abbinamento con Luca Padroni, a sua volta non meno sorpreso. Le opere di entrambi alludono al cosmo, a uno spazio siderale, a pianeti lontani. E stanno bene collocate tra palcoscenico e platea come in un microcosmo.
L’ultimo divertimento, ma forse è il primo, sta come sempre nella scelta del titolo: Unioni civili. D’altronde il sottoscritto, da gallerista sul filo del rasoio dell’artista, scrittore e regista, non conduce da tempo una sua battaglia di civiltà?

Fabio Sargentini

Unioni civili

Inaugurazione: venerdì 10 giugno 2016 ore 19
Dal 10 giugno al 30 settembre 2016
Orari: dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 20

L’attico
Via del Paradiso 41, Roma
Tel. 066869846 – info@fabiosargentini.it
www.fabiosargentini.it