Natura Madre

Associazione Culturale L’Attico

Press release

Natura Madre

di Luca Padroni

Curated by Fabio Sargentini and Elsa Agalbato

With a critical text by Pietro Del Soldà

Inauguration: Friday, May 15, 2026, 6:00 p.m. to 9:00 p.m.

Open to the public: May 16-19 June and from 15 September-9 October 2026

Galleria L’Attico

Via del paradiso 41, Roma 

Tel: 066869846

Opening hours: 16:00-19:00

https://www.fabiosargentini.it/ 

From May 15 to October 9, 2026, the historic L’Attico Gallery by Fabio Sargentini will host Luca Padroni‘s personal exhibition entitled Natura Madre, curated by the same gallery owner, and with a critical text by the journalist and philosopher Pietro Del Soldà. The Roman artist continues his personal path of pictorial exploration with an exhibition that wants to involve the viewer by inviting him to reflect on everyone’s relationship with nature.

Luca Padroni’s exhibition is part of the series of exhibitions designed by Fabio Sargentini (going on for a few years now) that the gallery owner calls “Theater Art”. On the stage of the theater in the gallery Padroni will in fact place a large canvas with a pond from which a real (!) crocodile is watered. While in the adjacent room the artist will draw directly on the walls a forest inhabited by an elephant.

Luca Padroni, born in Rome in 1973, is a significant figure in contemporary Italian painting. His work combines personal experiences with a deep exploration of nature, the animal world and urban life. Having spent part of his youth in Africa, Padroni has developed a fascination for natural landscapes, which plays an important role in his artistic themes, especially in his most recent series “Jungle” which reflects the connection of humanity with nature.

Over the years, his style has evolved from dynamic urban landscapes, often depicting the chaotic energy of Roman streets and stations such as Termini, to more abstract explorations of nature, speed and craters. In addition to his solo and collective exhibitions in Italy and internationally, he has participated in high-profile exhibitions such as the Rome Quadrennial and the Summer Exhibition of the Royal Academy of London. His work is recognized for its emotional depth and intricate balance between realism and abstraction, often inviting viewers to immerse themselves in the narrative of his powerful and dynamic canvases.

He lives and works in Rome.

Press information: Associazione Culturale L’Attico, tel: 066869846. 

Communication manager Elena Giacalone

Natura dentro natura

NATURA DENTRO NATURA

Una distesa di ulivi sulla destra, brecciolino, campi e boschi a perdita d’occhio. Qualche gradino e si entra in un altro mondo. Una costruzione di tronchi sovrapposti formata da quattro pareti su cui, da un lato, c’è un accesso. Al centro un ulivo centenario, dal tronco erto e massiccio che fa capolino dal tetto. Cosa ti aspetti di trovare dentro? Una volpe, uno scorpione, si spera non un cinghiale. E invece sei avvolto da un’altra vegetazione, inaspettata per il contesto, natura dentro natura, clima tropicale dentro clima temperato, altrove dentro un qui presente.

Ritrovarsi in una giungla da soli è un’esperienza non da tutti: i sensi si allertano, l’odorato e l’udito si acuiscono pronti a riconoscere l’emergenza. Senza la fatica superflua di un viaggio, in un attimo, a Casa Ulivo, Vignaie, Umbria, succede. Dentro la capanna si respira l’odore di foglie calpestate, l’umidità sulla pelle rende più morbido il sentire, si parte per un’avventura che è mitigata dall’ambiente esterno, dolce di colline affusolate come sinuose gobbe della terra. Legno dietro legno, fogliame che avvolge, luce nascosta, zone d’ombra. Un passaggio nel tronco – prodotto da due diramazioni lignee che si incontrano verso l’alto – conduce nel folto della selva: qualche altro passo, una pausa, si scorge un elefante dall’aria bonaria. L’installazione di Luca Padroni è un labirinto circoscritto in un parallelepipedo, un intricato viaggio iniziatico acquattato in una capanna tra amabili declivi.

Si può arrivare di mattina con il frinire delle cicale in lontananza, il sole radente, spicchi di luce sul terreno crepato come un deserto senza tempo o al tramonto alzare gli occhi e trovarsi nel fitto intreccio di liane e fronde. Accucciarsi appoggiandosi all’ulivo centrale, sdraiarsi sul terreno ruvido e polveroso, trovare conforto nel balenio di riflessi di flora, strisce che solcano il pensiero razionale trasportandolo in una dimensione ultra terrena: qui potrebbe crescere un unico fiore selvaggio; potrebbe arrivare un felino con gli artigli ritratti, leccare un viso umano e iniziare a fare le fusa; potrebbe accadere di venire trasportati in un sogno ad occhi aperti. La luce attraversa altra luce sulle pareti, righe e sprazzi, fulmini lampi riverberi barbagli scintillii poetici e quieti, semplici e raffinati nei rimandi ludici tra naturale e artificiale, tra pregresso e progresso. La chance di perdere non esiste, quella di perdersi è garantita. 

Questo spiazzamento geografico – un salto di emisferi tra fauna tropicale e mediterranea avvolge in un manto di benessere pacifico: l’esperienza della visione diviene al contempo stupore ammirato e avventura mite, un safari pacifico tra i chiaro scuri di un segno lasciato a carboncino di cui si sente ancora vibrare la mano di Luca Padroni. 

                                                                                                          

                                                                                                                         Fabiana Sargentini

Vignaie, 16 agosto 2023

 

Into the Wild

These last works represent the desire to return to the origin of painting, that is, when men not yet able to write and perhaps not even speak, picked up a piece of burnt wood or colored earth and outlined on the walls of a cave the image of some great animal or a particularly exciting hunting scene. What drove them to do this? Maybe they did it to pay homage to the spirit of a powerful Mammoth, or out of good omen for the next hunt, to take courage?

The pandemic year, with all the horror, pain and difficulties, raised a general reflection on our lifestyle, increasingly distant from nature, its rules, its presence.

I wondered what I would draw on the walls of an improvised shelter, not knowing what to expect from the future, if I didn’t have certainties. And I realized that what I would want to leave behind is something that would do me well, bring me luck.

Just like our ancestors did.
So my canvases were filled with plants and animals, a world unfortunately more and more distant from our daily life.

Wild World, Montoro12 Gallery, Brussels 2024

These last works represent the desire to return to the origin of painting, that is, when men not yet able to write and perhaps not even speak, picked up a piece of burnt wood or colored earth and outlined on the walls of a cave the image of some great animal or a particularly exciting hunting scene. What drove them to do this? Maybe they did it to pay homage to the spirit of a powerful Mammoth, or out of good omen for the next hunt, to take courage?

The pandemic year, with all the horror, pain and difficulties, raised a general reflection on our lifestyle, increasingly distant from nature, its rules, its presence.

I wondered what I would draw on the walls of an improvised shelter, not knowing what to expect from the future, if I didn’t have certainties. And I realized that what I would want to leave behind is something that would do me well, bring me luck.

Just like our ancestors did.
So my canvases were filled with plants and animals, a world unfortunately more and more distant from our daily life.

I Valori Personali – MACRO Testaccio, Roma

Luca Padroni
I Valori Personali
a cura di Claudio Crescentini

Preview Stampa: martedì 31 gennaio 2017 ore 11.00
Inaugurazione: martedì 31 gennaio 2017, ore 18.30 – 21.00
Apertura al pubblico: 1 febbraio – 26 marzo 2017

MACRO Testaccio, Padiglione 9B
Piazza Orazio Giustiniani, 4 – Roma

Dal 1 febbraio al 26 marzo 2017 il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma ospita
la mostra personale di Luca Padroni dal titolo I valori personali, curata da Claudio
Crescentini, e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale –
Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con le gallerie
Montoro12 Contemporary Art di Roma e L&C Tirelli di Vevey (CH).
Luca Padroni è un accumulatore. Di storie, di scenari, di persone. Tramite diverse tecniche
pittoriche scandaglia una realtà dalle mille facce contrapposta alla sua esistenza
individuale, mettendo in rapporto luoghi, esseri umani e luci non sempre in contatto tra
loro. In questo gioco equilibristico di addizione e sottrazione crea un universo unico dove
far convivere amanti tantrici, gatti volanti, colonne romane, passanti alla ricerca di un
perché, pini secolari, nascite e morti.
Dagli anni Novanta, dopo la lunga esperienza formativa londinese, Padroni combina la
tradizionale pittura ad olio al collage, a forme amorfe di dripping (nei cicli eterei dei
paesaggi astrali), fino ad arrivare ad un astrattismo figurativo nella serie dei “Crateri”. La
molteplicità delle sue esigenze narrative torna a mettersi alla prova in questi quadri più
recenti, fatti su misura per lo spazio del Macro, che partono dagli studi sulla etnica e
suggestiva casa di Anna Paparatti (pittrice, scrittrice e viaggiatrice che molto ha significato
per la vita culturale della città di Roma, dagli anni Settanta in poi, soprattutto per la sua
attività presso la Galleria L’Attico di Fabio Sargentini e come performer del Living Theater
di Julian Beck), ma che diventano, in alcune tele, le basi su cui imprimere ricordi, sogni,
ossessioni personali.
Ecco che arriva dunque, fa capolino di sottecchi, piano piano, discretamente ma di colpo,
come sempre nel suo esplosivo stile espressionista, il titolo della mostra: “I valori
personali”: valori raffigurati in azioni, in movimento, in coraggio; personali perché
raccontano l’autore stesso (dietro la mano che compie il gesto) ma anche i protagonisti
delle storie evocate, che sia un centenario che corre la maratona di Londra, una pittrice
dimenticata dai più ma amata da èlite illuminate, un regista che ha fatto di un grande salto
la scelta definitiva.
In un’epoca in cui abbiamo tutti bisogno di spazio e precisione, di attenzione e di dettagli,
Padroni ci offre, e pretende, il tempo di osservazione della parte di reale che vede il suo
occhio. Lo pretende e lo ottiene con la potenza visiva di una grande pittura.
In occasione della mostra verrà presentato un catalogo, con testi critici del curatore,
Claudio Crescentini, e Marco Tonelli, Ursula Hawlitschka, Fabiana Sargentini.

Biografia
Luca Padroni (Roma 1973) si è formato presso il Kent Institute of Art and Design, The
Slade School of Fine Arts di Londra, The School of the Art Institute of Chicago e,
attraverso una borsa di studio Fulbright, il San Francisco Art Institute. Ha partecipato a
numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Tra quelle presso le Istituzioni
pubbliche ricordiamo: Ortus Artis e Fresco Bosco, a cura di Achille Bonito Oliva, Certosa di
San Lorenzo, Padula (2008); Mythos, Miti e Archetipi nel Mediterraneo, a cura di Renato
Miracco, Museo Bizantino e Cristiano, Atene (2007); Fuori Tema, XIV Edizione della
Quadriennale di Roma, Galleria Nazionale, Roma (2005); Milano Africa, a cura di Marina
Mojana, Fabbrica del Vapore, Milano (2005). Fra le mostre più recenti ricordiamo: Altri
tempi, Altri Miti, Montoro12 Contemporary Art, Roma (2016); Unioni Civili, Galleria L’Attico,
Roma (2016); Casa di Anna, CR Arte Palazzo Taverna, Roma (2015); Tempo Spazio
Movimento, Galleria Espace Gaia, Geneve / CH (2013); Biografie Visionarie, Galleria
Wunderkammern, Roma (2012); Fuoco cammina con me, Galleria Il Segno, Roma (2010);
Terra!, Galleria Trecinque, Rieti (2010); Oltre il Trompe l’Oeil, Galleria L’Attico, Roma
(2010); Fault Lines, Galleria Testori UK, Londra / UK (2008); Transiberica, Galeria La
Aurora, Murcia / Spagna(2007); Pittori al Muro, Galleria L’Attico, Roma (2006); Tran-Tram,
Galleria Oddi Baglioni, Roma (2005). Nel 2013 è stato selezionato dal Comune di Roma
per decorare le pareti di alcune sale dei Musei Capitolini, Palazzo Nuovo, pianoterra.
Attualmente l’artista vive e lavora a Roma.

ENG

Luca Padroni
I Valori Personali
curated by Claudio Crescentini

Press Preview: Tuesday 31st January 2017 – 11am
Opening: Tuesday 31st January 2017, from 6.30pm to 9pm
1 February – 26 March 2017

MACRO Testaccio, Padiglione 9B
Piazza Orazio Giustiniani, 4 – Roma

From 1st February to 26th March 2017 MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma
hosts the solo exhibition of Luca Padroni, entitled I valori personali, curated by Claudio
Crescentini, and promoted by Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale –
Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaboration with the galleries
Montoro12 Contemporary Art of Rome and L&C Tirelli of Vevey (CH).
Luca Padroni is an accumulator. Of stories, scenaries, people. Through various painting
techniques he explores a reality that is characterised by a multifaceted nature, in
opposition to his individual existence, juxtaposing places, human beings and lights that are
not always in touch with each other. In this act of balancing made of additions and
subtractions, he creates a unique universe where tantric lovers, flying cats, Roman
columns, people passing by in search of answers, century-old pines, births and deaths all
coexist.
Since the 1990s, after a long formative experience in London, Padroni has combined
traditional oil painting with collage, amorphous forms of dripping (in the ethereal cycles of
astral scenaries), culminating in the figurative abstractism of the “Crateri” series. The
multiplicity of his narrative needs are challenged once again in these recent works, made
to fit the spaces in Macro, stemming from the studies on the ethnic and evocative house
belonging to Anna Paparatti (painter, sculptor and traveller who has given a great
contribution to Rome’s cultural life, from the 1970s onwards, especially for her work at
Fabio Sargentini’s Gallery L’Attico, as well as for her work as performer of Julian Beck’s
Living Theatre), becoming, in some of the canvases, the basis upon which memories,
dreams, and personal obsessions are engraved.
This is how, as if peaking from a distance, as always in his explosive expressionist style,
the title of the exhibition arrives: “I valori personali”: values represented through actions,
moving with courage; personal because they tell a story about the author himself (behind
the hand executing the action), but also the protagonists of the stories that are evoked,
whether it’s a centenarian running the London marathon, a painter forgotten by most but
loved by the enlightened èlites, a film director that turns a big jump into his final decision.
In a time when we all need space and precision, attention and details, Padroni offers, and
expects, time to observe the part of reality seen by his eye. He expects it and obtains it
with the visual power of great painting.
In the occasion of the exhibition, a catalogue with critical texts by the curator Claudio
Crescentini, and Marco Tonelli, Ursula Hawlitschka, Fabiana Sargentini, will be presented.

Biography
Luca Padroni (Rome 1973) was educated at the Kent Institute of Art and Design, The
Slade School of Fine Arts di Londra, The School of the Art Institute of Chicago and, after a
Fulbright scholarship, the San Francisco Art Institute. He has taken part in numerous solo
and group exhibitions in Italy and abroad. Among those at Public Institution: Ortus Artis e
Fresco Bosco, curated by Achille Bonito Oliva, Certosa di San Lorenzo, Padula (2008);
Mythos, Miti e Archetipi nel Mediterraneo, curated by Renato Miracco, Museo Bizantino e
Cristiano, Atene (2007); Fuori Tema, XIV Edizione della Quadriennale di Roma, Galleria
Nazionale, Rome (2005); Milano Africa, curated by Marina Mojana, Fabbrica del Vapore,
Milan (2005). The most recent exhibitions include: Altri tempi, Altri Miti, Montoro12
Contemporary Art, Rome (2016); Unioni Civili, Galleria L’Attico, Rome (2016); Casa di
Anna, CR Arte Palazzo Taverna, Rome (2015); Tempo Spazio Movimento, Galleria Espace
Gaia, Geneve / CH (2013); Biografie Visionarie, Galleria Wunderkammern, Rome (2012);
Fuoco cammina con me, Galleria Il Segno, Rome (2010); Terra!, Galleria Trecinque, Rieti
(2010); Oltre il Trompe l’Oeil, Galleria L’Attico, Rome (2010); Fault Lines, Galleria Testori
UK, London / UK (2008); Transiberica, Galeria La Aurora, Murcia / Spain (2007); Pittori al
Muro, Galleria L’Attico, Rome (2006); Tran-Tram, Galleria Oddi Baglioni, Rome (2005). In
2013 has been selected by the City of Rome to decorate some room of Musei Capitolini,
Palazzo Nuovo, ground floor. The artist lives and works in Rome.

PRESS OFFICE
Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura
Patrizia Morici / T. +39 06 82 07 73 71 / M. +39 348 54 86 548 p.morici@zetema.it
and Federica Nastasia / T. +39 06 82 07 74 29 f.nastasia@zetema.it
stampa.macro@comune.roma.it

INFO
MACRO Testaccio
Padiglione 9A
Piazza Orazio Giustiniani, 4 – Rome
From Tuesday to Sunday, 2pm-8pm (ticket office closes 30 minutes before)
Closed on Monday

Ticket MACRO Testaccio:
Full: non residents 6,00 €, residents 5,00 €
Reduced: non residents 5,00 €, residents 4,00 €
Ticket MACRO via Nizza + MACRO Testaccio
Full: non residents 13,50 €, residents 12,50 €
Reduced: non residents 12,50 €, residents 11,50 €
Information: www.museomacro.org

INFO: 060608
www.museomacro.org
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Sponsor Sistema Musei in Comune
In Collaborazione con MasterCard Priceless Rome
Media Partner Il Messaggero
Servizi di Vigilanza Travis Group

Algoritmo Festival – Bagnoregio, Castello Costaguti

I sensi consentono di interagire con il mondo che ci circonda, sono i nostri ricettori, anche solo uno di loro ci aiuta a capire, identificare, scoprire o riconoscere ciò che sta accadendo intorno a noi. Il nostro corpo riceve informazioni dall’interno o dall’esterno, le elabora e mette in moto delle reazioni; questo aspetto puramente fisico, permette ad ogni individuo di acquisire esperienza, consapevolezza e di ampliare la propria conoscenza.
Cibo per l’anima
Ogni senso è associato alla mente che ci permette di identificare cosa stiamo toccando, annusando, ascoltando, vedendo e assaporando, ma c’è né un altro… il sesto. L’Intuizione, qualcosa di indefinibile, un’intelligenza divergente, istintiva che sfugge ai parametri convenzionali della logica razionale, e si avvicina di più alla creatività. L’intuito legge i messaggi che ci arrivano dall’inconscio liberando la mente dagli schemi di ragione.

L’arte è coscienza intuitiva, e può aiutarci nel darci un senso.

Algoritmo, che anche quest’anno, ha il suo ‘dove’ immerso sullo sfondo di una città senza tempo, icona delle radici e della storia che ci ha portato al qui e ora, che ci impone di guardare al presente e al futuro.
Sedersi dentro una ex chiesa per ascoltare, guardare o agire, essere se stessi, per condividere, per donare e allo stesso tempo arricchirsi, questo avviene nell’Auditorium Taborra (Bagnoregio).
Il 10 e l’11 dicembre ci saranno artisti in performance come Silvia Giambrone, Nicola di Croce, Simone Cametti e Paolo Buggiani; mentre interverranno a parlare Stefano Monti, Barbara Martusciello, Alberto Dambruoso, Marco Trulli, Antonio Pavolini, Giovanni Boccia Artieri, Lorenza Fruci, Andrea Alessi, Giorgio De Finis, Sabrina Vedovotto, Federico Palmaroli, Massimiliano Capo, Iginio De Luca, Antonio Rocca.

All’entrata dell’Auditorium ‘Spoiler’ di Marcello Mantegazza, mentre in una sala dell’interno saranno proiettate le Gif animate vincitrici del concorso ‘Un bacio in bocca: tutte le sfumature della passione’ per Caffeina Festival.

Dall’8 ll’11 dicembre all’ingresso di Civita di Bagnoregio un’installazione site specific di Alessandro Valeri ‘Universal Keyboard’ e sarà inaugurato (a partire dalle ore 16,00 dell’8 dicembre) un piccolo percorso, che accompagnerà Algoritmo fino all’11 dicembre. Come se da Bagnoregio partisse una ideale ragnatela per raggiungere: il Castello Costaguti di Roccalvecce, dove ci saranno alcune opere della serie ‘Casa di Mumma’ di Luca Padroni e un’istallazione luminosa di Alessandro Valeri; poi Villa Lais di Sipicciano, dove in collaborazione della 3)5 ArteContemporanea, si potrà vedere l’ultima produzione di Marco Grimaldi ‘Satelliti in attesa’, ed una proiezione di Marcello Mantegazza.

 

Algortimo a cura di Serena Achilli.

Dall’8 all’11 dicembre 2016

Auditorium Vittorio Taborra, Piazza Biondini (Bagnoregio)

Palazzo Costaguti, Piazza Umberto I , Roccalvecce (VT)

Villa Lais ,via San Bernardino 49, Sipicciano (VT)

 

Unioni civili – Galleria L’Attico di Fabio Sargentini

unioni-civili-galleria-lattico-2016

 

A questo punto della mia carriera mi destreggio. E nel destreggiarmi mi diverto. E’ un caso che Palazzeschi abitasse a un passo da qui? Oggi si professano tutti galleristi e nessuno lo è. Tanto tempo fa, era il 1983, scrissi un testo per il catalogo di una mostra ad Acireale curata da Bonito Oliva dal titolo: “Chi è gallerista e chi è mercante”. Adesso che sono tutti mercanti, e i galleristi estinti, è invalsa l’abitudine di chiamarli indistintamente, immeritatamente, galleristi. E di certo è un termine più nobile, coniato per alcuni della mia generazione che hanno guardato al proprio mestiere oltre l’ovvietà del mercato, per ritagliarsi un ruolo che avesse un’identità artistica e intellettuale precisa. E allora ad un gallerista storico come me, anomalo come me, che assiste al tramonto della propria idea di galleria, spavalda e in un certo senso romantica, che resta se non divertirsi?

Mi destreggio, dicevo, con le opere che possiedo e le mescolo, le raggruppo come carte da gioco in un solitario componendo coppie e tris. E mi diverto anche a sorprendere gli autori ignari degli abbinamenti. Poteva mai pensare Paola Gandolfi di imbattersi un giorno in Giovanni Stradone, pittore della Scuola romana amato da mio padre, sulla strada del Colosseo? Matteo Montani, invece, se lo poteva aspettare di vedersela con Vasco Bendini. Un accostamento che viene naturale il loro, fondato sull’affinità spirituale. Giancarlo Limoni da sempre professa un amore incondizionato per Constant Permeke e le sue marine. E io che faccio? Gli procuro un incontro ravvicinato proprio con una marina del maestro. Una sfida da far tremare le vene e i polsi. In Luigi Ontani e Stefano Di Stasio si rinvengono icone simili e dissimili. Il San Sebastiano del primo sporge il petto implume, immune da frecce, mentre quello del secondo ne è trafitto, come di rito, con accanto un suo doppio che suona il pianoforte… E Marco Tirelli? Lui sì che sarà sorpreso dall’abbinamento con Luca Padroni, a sua volta non meno sorpreso. Le opere di entrambi alludono al cosmo, a uno spazio siderale, a pianeti lontani. E stanno bene collocate tra palcoscenico e platea come in un microcosmo.
L’ultimo divertimento, ma forse è il primo, sta come sempre nella scelta del titolo: Unioni civili. D’altronde il sottoscritto, da gallerista sul filo del rasoio dell’artista, scrittore e regista, non conduce da tempo una sua battaglia di civiltà?

Fabio Sargentini

Unioni civili

Inaugurazione: venerdì 10 giugno 2016 ore 19
Dal 10 giugno al 30 settembre 2016
Orari: dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 20

L’attico
Via del Paradiso 41, Roma
Tel. 066869846 – info@fabiosargentini.it
www.fabiosargentini.it