Le città di Luca! – di Guido Rebecchini
L’Esquilino è una delle poche zone a Roma in cui grandezza e desolazione si fondono in una miscela di atmosfere, di forme, di rumori e di odori unica in città. La purezza della Stazione Termini e il supermercato cinese, la rocca oscura degli Interni e la grazia sublime dei mosaici paleocristiani, il bordello rancido e lo splendore dell’abside di Santa Maria Maggiore: l’alto e il basso convivono nello spazio di pochi isolati e formano il panorama eletto della vita e della pittura di Luca.
Sono le vie in cui si snocciola, tra grida e sussurri, l’intrigo del Pasticciaccio di Gadda, strade violente e dolcissime allo stesso tempo, di scippi e sorrisi sinceri. Dopo gli anni londinesi, Luca ha provato a distaccarsi dal suo studio sul colle Esquilino, approdando su lidi all’apparenza più promettenti per la sua carriera di giovane pittore, ma una necessità urgente di ripercorrere luoghi familiari, anche i più sordidi, lo ha richiamato sul colle di cui si nutre la sua pittura.
Luca si aggira al mattino in quell’angolo caotico della città, mentre la folla assale i treni alla stazione o si arrabatta intorno ai banchi del mercato di Piazza Vittorio, si avventura laddove meno la vita sembra adatta a ispirare un artista, la osserva e la assorbe, senza però calarvisi totalmente. E’ quel distacco – Luca non sa parlare quel romanesco che tanto ama – che gli consente di scegliere nel tumulto della città quel che gli serve: disegni, foto, ritagli si accumulano in modo seriale e quasi ossessivo nella sua memoria e nello studio fino a coprire ogni angolo vuoto, fino a saturare la sua immaginazione. Allora, solo davanti alla tela bianca, più spesso grezza, con sforzo titanico si pone alla ricerca del senso, delle simmetrie, dei percorsi celati nel caos apparente del traffico quotidiano.
I frammenti raccolti tornano a quel punto alla mente e agli occhi e vengono fissati in piccoli studi di grande immediatezza, dalle pennellate rapide e spontanee. Questi costituiscono il materiale da cui emergono le opere maggiori, costruite in modo più meditato per stratificazioni successive, il cui obbiettivo dichiarato è quello di restituire “in sintesi” la verità di Luca sulla città e sugli uomini.
Guido Rebecchini, 2002
Catalogo della mostra With Love – quattro giovani artisti per il non profit, Openspace – Palazzo dell’Arengario, dicembre 2002




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